Le origini della ceramica Raku

La ceramica ha origini lontanissime e una storia molto lunga. L’arte della ceramica consiste nella fabbricazione di oggetti di terra che viene successivamente cotta. Essi possono essere forgiati manualmente o meccanicamente. Si conosce nei tempi odierni con tantissime funzioni e solitamente il termine si riferisce al vasellame, statue, statuette e tutti gli elementi da costruzione.

L’arte della ceramica Raku

Il raku è una tecnica particolare di lavorazione della ceramica di origine giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l’armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L’origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri, incentrato sulla tazza che gli ospiti si scambiavano, una cerimonia che ha fatto sì che questa tecnica fosse conosciuta e tramandata per millenni fino ad oggi.
L’effetto decorativo, con riflessi metallici e la cavillatura, la singolarità del processo, durante il quale l’oggetto è estratto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica estremamente originale, che stravolge il metodo classico. Durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico: è quindi necessario utilizzare un’argilla robusta e refrattaria.
La particolarità del Raku sta nel fatto che i pezzi sono estratti dal forno ancora incandescenti per essere sottoposti ad una serie di interventi. Molti ceramisti agiscono modificando di volta in volta il procedimento apportando varianti personalizzate al fine di ottenere effetti sempre nuovi e spesso non del tutto prevedibili. La tecnica raku dunque mi permette di esprimere e rappresentare negli oggetti che creo realmente me stesso.

La tecnica della ceramica Raku

È una tecnica molto scenografica perché il raffreddamento dell’oggetto avviene da temperature molto alte.
Si inizia preparando i pezzi che vengono prima cotti a “biscotto”, poi pitturati e messi in un forno a gas che surriscalda in breve tempo i pezzi contenuti all’interno arrivando alla temperatura di 1000°. Dopodiché il forno viene aperto e gli oggetti sono tirati fuori incandescenti. In questo momento si verifica uno shock termico sull’oggetto che si raffredda molto velocemente generando un effetto crackle’ sulla superficie dello smalto. Appena si crea l’effetto voluto l’oggetto viene portato in una fase di riduzione di ossigeno significa ricoperto di segatura o messo all’interno di speciali contenitori chiusi ermeticamente che misti con legno foglie segatura prende fuoco e crea un fumo che viene attratto all’interno della ceramica stessa Facendo risaltare il crackle che si era creato attraverso lo shock del raffreddamento.
È difficile controllare fino in fondo questa tecnica perché ci sono moltissime varianti che creano ogni volta una unicità nel pezzo . In questo processo gli oggetti possono avere difetti molto evidenti e la filosofia giapponese Kintsugi  dice che la crepa più evidente nel vaso doveva essere valorizzata con oro, facendo sì che il difetto diventasse il pregio

come creare un vaso in argilla
come creare un vaso in argilla

Quando il forno arriva ad un colore Rosso ciliegia la temperatura tocca i 1000 gradi ed è pronto per sfornare

Battista Rea

Battista Rea

Ceramista

Via Dante Alighieri 15 00060, Capena (RM)
+39.3476720653
info@battistarea.it

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