La scalinata di Sant’Antonio

Il complesso si suddivide in due scalinate laterali perfettamente simmetriche che conducono nel piazzale dove si erge la chiesa di Sant’Antonio. Al centro di esse, in una nicchia, è conservata la testa marmorea di un leone, risalente al periodo romano.

La testa leonina

La testa ebbe forse un antico uso di fontana o di gocciatoio, visti i segni di consunzione da dilavamento nella zona della bocca. La scultura è di ardua datazione, sembrerebbe più di duemila anni, ed è stata prelevata dal Palazzo dei Monaci dove, nel 1923, abbandonata nell’atrio. Era collocata all’ingresso dell’edificio “a mò di sasso per tenere fermo il portone”. Venne notata da Federico Hermanin che la definì “magnifica testa di leone di ottimo scalpello romano”.

scalinata sant'antonio e testa leoneAi piedi delle scalinate, ci sono quattro colonne marmoree: sulla colonna più in basso, a destra, e ancora conservata un’antica catena. La tradizione vuole che questa catena delimitasse la zona franca: chiunque la oltrepassava e si rifugiava all’interno del complesso godeva dell’immunità giuridica. Il complesso dovrebbe risalire allo stesso periodo di costruzione della chiesa posta alla sommità. In via San Luca ai numeri civici 9 e 12, due rilievi con teste leonine sono inseriti al di sopra dei portali.

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