Domenica 19 Gennaio 2020, in occasione della festa di Sant’ Antonio Abate (17 Gennaio), un particolare rito si compie per le vie di Capena: l’accensione di un ciocco di olivo presso il quale tutti si recano per accendere le pipette da fumare, bambini compresi. Il tabacco odierno ha sostituito le erbe aromatiche che negli anni passati venivano utilizzate e fumate in rudimentali pipe.

La festa è organizzata dall’Università Agraria di Capena, in collaborazione con il Comune e le altre associazioni di Capena. Qui di seguito vi illustriamo il programma.

Sabato 18

ore 16:00 chiesa di Sant’Antonio – mostra fotografica a cura di Franco Tamanti

ore 17:00 chiesa di Sant’Antonio – riapertura della chiesa di Sant’Antonio. Presentazione della videoguida sui monumenti storico-artistici di Capena, realizzata dall’Associazione Cantiere Sotto Sopra in collaborazione con la scuola media San Leone, G.A.R. Capena,  Sovrintendenza all’archeologia, Belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

Halloween

Domenica 19

ore 07:00 chiesa di Sant’Antonio – accensione ciocco

ore 08:30 inizio festeggiamenti e apertura della chiesa di Sant’Antonio

ore 09:30 la Banda Musicale Feronia di Capena rallegrerà con i suoi brani le vie del paese. Piazzetta di Sant’Antonio: i ragazzi della Confraternita del SS. Sacramento e di San Luca offriranno le tradizionali “Pipette di canna e rosmarino”.

Durante la giornata i cantori di Sant’Antonio intoneranno i cori davanti al ciocco.

ore 10:00 l’Università Agraria offre la colazione con biscotti al cucchiaio e panini all’anice presso il locale “Checco Bar” di Marco Orlandi in via Aldo Moro

ore 10:45 raduno dei cavalieri e benedizione degli animali fronte scalinata di Sant’Antonio. A seguire la processione solenne per le vie del paese con l’effige del Santo, portata a spalla dai Fratelli Incollatori, scortati dai Cavalieri.

ore 11:30 chiesa di Sant’Antonio – Santa Messa solenne celebrata dal parroco Don Gianpiero Paolocci

ore 15:00 piazzetta di Sant’Antonio – intrattenimento musicale: si balla davanti al ciocco con la musica di Mimmo “il Pirata di Leprignano”.

ore 17:00 Tombolata tra gli astanti

ore 18:00 chiesa di San Michele Arcangelo – Concerto della Banda Musicale Feronia di Capena, diretta dal M° A.Marzoli

 

Le origini della festa di Sant’ Antonio Abate

La Festa di Sant’ Antonio Abate tra la Confraternita del Santo e l’Università Agraria

La festa di Sant’ Antonio Abate era un tempo organizzata dalla omonima Confraternita. Come avvenne che la sua organizzazione passò all’Università Agraria? Quest’ultima sorse a Capena nel 1763 ed era originariamente denominata “Università dei Bovattieri” o “Università dei Padronali di bestiame”. Si costituì l’11 novembre di quell’anno e il giorno dopo stipulò un accordo con la Comunità (=Comune) di Leprignano, con il quale le furono ceduti in perpetuo i pascoli nel territorio comunale per la somma di 690 scudi annui, da corrispondersi appunto al Comune. La nascita dell’associazione avvenne durante la “visita” di un ispettore, l’abate Giacomo Massi, che era stato inviato per cercare di eliminare i “disordini della Azienda della Communità di Leprignano”: la costituzione dell’Università serviva a garantire al Comune, con l’affitto perpetuo dei pascoli, un’entrata certa e sufficientemente cospicua per quella che allora era tra le maggiori ricchezze di un paese. Con la legge 4 agosto 1894, n. 397, intitolata “Ordinamento dei dominii collettivi nelle Province dell’ex Stato Pontificio”, fu conferita personalità giuridica alle “Università agrarie, comunanze, partecipanze e le associazioni istituite a profitto della generalità degli abitanti di un Comune, o di una frazione di un Comune, o di una determinata classe di cittadini per la coltivazione e il godimento collettivo dei fondi, o l’amministrazione sociale di mandre di bestiame”. La legge in questione imponeva alle Università Agrarie di dotarsi entro un anno di un regolamento organizzativo (art. 2).

Quando l’Università Agraria iniziò ad organizzare la festa di Sant’ Antonio Abate

Probabilmente, fu solo dopo il 1894 che l’Università Agraria iniziò ad organizzare la festa di Sant’ Antonio Abate, in relazione con il fatto, di cui si trattò in un precedente post, che il Santo in questione nel corso del tempo era diventato santo protettore degli animali domestici. Ancora nel 1884 la festa di Sant’Antonio Abate era organizzata dalla omonima Confraternita: in quell’anno, infatti, scrivendo alla Santa Sede, il Parroco di Leprignano, dovendo giustificare il mancato adempimento degli “oneri di messe” che in forza di disposizioni testamentarie dovevano essere celebrate dinanzi ad altari della chiesa di Sant’Antonio Abate e naturalmente pagate, scrisse che le finanze della confraternita erano in gran parte assorbite dalla celebrazione di tre feste nel corso dell’anno, quella di Sant’Antonio Abate, quella della Santa Croce (14 settembre; l’altare maggiore della chiesa di S. Antonio Abate era dedicato al SS.mo Crocifisso: v. “Capena e il suo territorio”, Roma 1995, pag. 202) e quella di San Felice Martire, “il cui corpo ivi (cioè nella chiesa di Sant’Antonio Abate) si conserva”. Già nel 1918, tuttavia, tra le uscite del bilancio della confraternita non figurava più nessuna spesa relativa alle predette tre feste (Sant’Antonio Abate, Santa Croce e San Felice Martire) e rimaneva solo, quanto a feste, una spesa per la partecipazione alla “Processione dell’Incontro”: l’organizzazione della festa di Sant’Antonio Abate doveva quindi nel frattempo essere passata all’Università Agraria, alla quale è rimasta fino ad oggi.

FONTE: “CAPENA…ti ricordi quando”, Ammiano Marcellino