La prevenzione del rischio delle cadute negli anziani

Per caduta si intende una perdita dell’equilibrio e quindi della stabilità, senza perdita di coscienza.
Il Ministero della Salute definisce la caduta come un “evento sentinella”, cioè come una situazione inattesa, che si è manifestata con un danno grave o che aveva la potenzialità di determinarlo e che quindi rende obbligatoria un’analisi conoscitiva per accertare se vi abbiano contribuito fattori eliminabili o riducibili.
Ne segue, quindi, che il primo elemento di una significativa prevenzione è la conoscenza degli eventi da modificare o eliminare. La presenza di numerose variabili rende il più delle volte difficile attuare una prevenzione specifica delle cadute.

Dati ISTAT

Secondo i dati ISTAT, in Italia i soggetti over 65 nel 2005 erano il 20% della popolazione totale. Nel 2016 sono stati il 22% e nel 2026 arriveranno al 25%. Le cadute dell’anziano sono una tra le principali cause di morbilità, disabilità, istituzionalizzazione e morte e rappresentano pertanto una grossa fetta dei problemi di sanità e spesa pubblica. Poiché la frequenza di tale evento aumenta all’aumentare dell’età, l’entità del problema è in salita, proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione.

Il pericolo relativo alla caduta

Non è importante solo in termini di possibile disabilità, ma anche in termini di ripercussioni psicologiche: un anziano che cade inevitabilmente avrà paura di cadere di nuovo e questo potrà accelerare il declino funzionale portando a depressione e isolamento sociale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 20% e il 30% di coloro che cadono subiscono danni che riducono la mobilità e l’indipendenza e aumentano il rischio di morte prematura. Poiché il 40-50% delle cadute sarebbe da attribuire a fattori ambientali, potenzialmente evitabili, una attenta valutazione medica ed un trattamento adeguato di alcune condizioni patologiche potrebbero probabilmente aiutare a prevenire una gran parte del rimanente 50-60%, soprattutto se il paziente viene istruito a comportarsi nella maniera più corretta. Le cadute rappresentano un problema di grande importanza assistenziale, psicologico ed economico: il 40-50% degli anziani che vivono in casa, cade almeno una volta all’anno.
Le donne cadono più frequentemente degli uomini e si fratturano con maggiore facilità.

Le cause delle cadute

Per la maggior parte le cadute dell’anziano sono causate da malattie neurologiche e dell’apparato muscolo-scheletrico, nonché dall’uso incongruo e/o dagli effetti collaterali di farmaci, specialmente sedativi, diuretici e ipotensivi. Il 40-50% degli incidenti è attribuibile a cause accidentali rappresentate per lo più da fattori ambientali e personali. Il 60% delle cadute avvengono in casa. Dentro casa gli ambienti piu’ a rischio sono: la cucina ( 25%), la camera da letto ( 22%), le scale interne ed esterne ( 20%) e il bagno ( 13%). L’invecchiamento determina una progressiva riduzione delle principali funzioni dell’organismo. In particolare nell’anziano risulta compromessa la capacità di correggere tempestivamente gli squilibri, cioè i repentini e improvvisi cambiamenti di posizione del corpo, essendo i riflessi più lenti. La diminuita efficienza dell’apparato visivo, uditivo e muscolo-scheletrico rendono meno sicura l’andatura e più precario l’equilibrio.

Alimentazione da seguire

Una dieta poco equilibrata, povera di calcio e vitamina D può causare astenia muscolare, dolori al dorso e agli arti inferiori con effetti dannosi sull’equilibrio e sull’andatura. Le conseguenze possono essere banali contusioni, ferite superficiali, ematomi, ma nel 5-6% dei casi sono rappresentate da fratture delle ossa. Le fratture di femore rappresentano il 58% di tutte le fratture ossee, seguono quelle del polso 17% e quelle dell’omero 6%. Le fratture più temibili sono quelle del femore, non tanto per l’intervento chirurgico quanto per il rischio alla immobilizzazione, che può determinare perdita dell’autonomia personale e quindi causare il ricovero in casa di riposo. Risulta importante quindi la diagnosi precoce dell’osteoporosi, in quanto la sua tempestiva e corretta formulazione, in presenza di livelli di massa ossea anche solo modestamente ridotti, può consentire di programmare opportuni interventi e di conseguenza di ridurre la successiva incidenza di fratture spontanee e del rischio di caduta. Anche in assenza di complicanze fisiche dopo la caduta conseguono spesso modificazioni psichiche e comportamentali altrettanto gravi, l’anziano si deprime e la paura di cadere nuovamente lo porta a limitare sempre più il suo campo d’azione, diventando sempre meno attivo. Le cadute solitamente accadono durante le attività della vita quotidiana, come camminare o salire le scale o passare da una posizione ad un’altra.

Vitamina D

Le cadute possono essere classificate come:

  • Accidentali: quando la persona cade involontariamente (per esempio scivolando sul pavimento bagnato)
  • Fisiologiche imprevedibili: quando sono determinate da condizioni fisiche non prevedibili fino al momento della caduta
  • Fisiologiche prevedibili: quando avvengono nei soggetti esposti a fattori di rischio identificabili.

Nella maggior parte dei casi è la combinazione di diversi fattori di rischio a comportare una caduta. La debolezza muscolare (con un rischio di caduta 4,4 volte superiore) nonché i disturbi dell’andatura e dell’equilibrio (con un rischio di caduta 3 volte superiore) rientrano tra i maggiori fattori di rischio. Esistono fattori di rischio estrinseci (riferiti all’ambiente fisico) e intrinseci (riferiti all’individuo). Gli interventi che sembrano essere i più efficaci sono quelli che mirano a migliorare i fattori di rischio intrinseci.

Fattori di rischio estrinseci

  • Pericoli legati all’ambiente fisico
  • condizioni di luce/illuminazione carenti
  • pavimenti lisci/scivolosi, tappeti non fissati
  • presenza di animali domestici
  • scale ripide
  • dispositivi di sicurezza mancanti in bagno e tromba delle scale (es. corrimano, ringhiere)
  • verde breve ai semafori
  • scarpe e vestiti non adeguati
  • deambulatori mal regolati
  • ausili visivi e acustici insufficienti
  • illuminazione carente irregolare oppure eccessiva
  • assenza di luci notturne, assenza di interruttori all’entrata delle camere, interruttori della luce troppo distanti dal letto
  • scale con mancanza di corrimano, gradini troppo alti, troppo stretti o diseguali
  • letto non regolabile in altezza, materasso troppo soffice
  • in bagno assenza di supporti per sollevarsi dal wc o per fare la doccia, sedile del wc eccessivamente basso, piatto doccia con gradino d’accesso, assenza di tappetini antisdrucciolo nella doccia/vasca, tappetini non fissati
  • percorsi “ad ostacoli” per raggiungere il bagno, eccessiva distanza tra il letto e il bagno
  • calzature inadeguate, vestaglie o pantaloni troppo lunghi
  • uso non corretto di bastoni o stampelle, ausilio inadeguato
  • mobilio ingombrante, poltrone troppo alte o basse o troppo imbottite, sedie senza braccioli, scaffali di comune utilizzo troppo alti, televisore raggiungibile con difficoltà

Fattori di rischio intrinseci

  • la debolezza muscolare negli anziani quale fattore di rischio principale emerge specialmente anche nel contesto della perdita della massa muscolare legata all’età (sarcopenia)
  • disturbi dell’andatura e dell’equilibrio
  • sindrome post­caduta
  • disturbi alla vista e all’udito
  • vertigini; disturbi psichici e cognitivi; dipendenza (alcol, droghe)
  • breve perdita di coscienza (sincope)
  • incontinenza, minzione frequente
  • malnutrizione
  • multimorbilità
  • multimedicazione (conseguenze di quantità e interazione dei farmaci prescritti e acquistati su iniziativa propria)
  • dolori

L’identificazione dei fattori di rischio

E’ essenziale nella programmazione di misure preventive delle possibili recidive e per attuare un intervento mirato su ognuno di questi fattori, al fine di ridurre notevolmente il rischio di caduta. Infatti, la riabilitazione motoria e un intervento ambientale domiciliare sono capaci di ridurre il rischio di recidiva di caduta anche del 20%. Poiché la maggior parte degli anziani ha molteplici fattori di rischio che predispongono alla caduta, le cause esatte possono essere difficili da determinare.

Secondo alcune linee-guida, un intervento multifattoriale dovrebbe comprendere le seguenti componenti

  • un programma di esercizio fisico volto a migliorare forza muscolare, andatura ed equilibrio
  • interventi volti a migliorare l’ambiente domestico sono fondamentali per migliorare la sicurezza del paziente
  • una riduzione al minimo indispensabile dei farmaci assunti
  • il trattamento dell’ipotensione ortostatica, prima di alzarsi dal letto è buona norma sedersi sul bordo fino a quando non si è sicuri di non avere capogiri. Alzarsi sempre molto lentamente, sia se si è seduti che se si è caricati
  • la correzione di problemi podologici, trattamento di problemi ai piedi ed interventi a livello di calzature. Dovrebbero essere indossate calzature resistenti con suole basse e antiscivolo
  • trattamenti preventivi con un intervento specifico su pazienti al alto rischio di caduta

Per un evidente miglioramento di questi fattori sono raccomandati programmi di intervento personalizzati.

Norme generali da adottare per ridurre il rischio di cadute

  • Usare un telefono portatile e tenere vicino numeri di emergenza scritti in grande Leggi anche “Il miglior telefono per anziani”
  • Utilizzare gli oggetti che si usano di frequente in posti facili da raggiungere senza dover ricorrere all’uso di sgabelli e scale
  • Tenere sempre i cassetti chiusi in modo da non inciamparvi
  • Non trattare a cera i pavimenti
  • Utilizzare reti antiscivolo per i tappeti o togliere i tappeti se non necessari
  • Riparare pavimentazione danneggiata
  • In caso di mobilio ingombrante garantirsi sempre un passaggio minimo di 60 cm
  • Migliorare l’illuminazione della camera da letto usando paralumi per evitare di essere abbagliato
  • Riporre i vestiti in cassetti non più bassi delle ginocchia o più alti del petto
  • Non indossare vestiti troppo lunghi o larghi
  • Installare una luce notturna
  • Posizionare delle strisce antiscivolo sul pavimento della vasca o della doccia (meglio rispetto al tappeto)
  • Istallare dei corrimano di sicurezza
  • Usare una sedia per la doccia e una maniglia
  • Non sedersi nella vasca se non si è sicuri di riuscire a rialzarsi (usare eventualmente sedili per vasca)
  • Dopo aver fatto la doccia asciugare bene il pavimento
  • Se necessario installare un copriwater più alto che permetta di alzarsi più agevolmente
  • Illuminare bene le zone buie
  • Avere un’illuminazione uniforme in tutte le stanze
  • Appendere delle tende leggere per diminuire il riverbero dalle finestre
  • Fissare dei corrimano alle pareti da entrambi i lati della scala
  • Assicurarsi che le scale siano antiscivolo
  • Assicurarsi che la superficie delle scale sia regolare
  • Se sono presenti gradini isolati segnalare l’ostacolo.

I livelli raccomandati di attività fisica al di sopra dei 65 anni

Nel 2010 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un documento dal titolo “Global Recommendations on Physical Activity for Health” in cui definisce i livelli raccomandati di attività fisica al di sopra dei 65 anni. I soggetti che sono fisicamente attivi conservano l’equilibrio, la forza muscolare, la coordinazione e i riflessi proprio grazie alla attività fisica.

Piano di trattamento specifico per prevenire il rischio di caduta

  • Esercizi di carico e di equilibrio
  • Esercizi di rinforzo muscolare
  • Esercizi di stabilizzazione del bacino e di controllo del tronco
  • Esercizi di propriocezione
  • Training della deambulazione
  • Esercizi di spostamento di carichi leggeri e controllo dell’equilibrio
  • Percorsi con ostacoli

L’indicazione importante è cominciare con cautela, fino ad arrivare ad almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti a settimana di attività vigorosa distribuiti in almeno tre sessioni a settimana. Per quanto riguarda gli studi che hanno riportato un forte beneficio in termini di prevenzione sulle cadute, nella maggior parte di essi il programma di allenamento considerato ha una durata minima di 12 settimane, mentre la durata delle singole sessioni è compresa tra 30 e 90 minuti, con una frequenza di 1-3 sessioni a settimana.

Dott.ssa Marlene Rossi

Dott.ssa Marlene Rossi

06 62280101

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