La mostra di FotoPoesia: EgoLogico
dal 22 dicembre al 6 gennaio
Via Don Minzoni, Capena

Ego logico
aggredito dal tempo
nel profondo me.

Dal 22 dicembre al 6 gennaio, presso la presso la Sala Ex Tributi, si terrà la nostra terza mostra di foto-poesia. Con le nostre arti, mia e di Fabrizio Sanapo, legate insieme a doppio nodo, vi guideremo verso una più consapevole presa di coscienza del mo(n)do in cui viviamo. Vi guideremo in un viaggio nell’IO collettivo. (Jacopo Masci)

Orari

La mostra resterà aperta nei seguenti orari:

  • festivi e prefestivi 10-13 / 16-20
  • feriali 17-20

Ingresso libero.

Fabrizio Sanapo

Fabrizio, nato a Capena nel non troppo lontano 1955, è convinto che è proprio dell’essere umano sentire il bisogno di esprimersi con ogni mezzo (non violento, aggiunge). È un’esigenza primordiale che sottintende una ricerca che può durare una vita. Per lui, questo mezzo è la macchina fotografica e ogni scatto è ricerca di un’emozione che si manifesta tale quando, dal buio dello sviluppo, escono prima i contorni e poi, via via, si delinea l’immagine. Quell’attimo bloccato dallo scatto è l’emozione, che si rinnova e alimenta il ricordo. Se incorniciata, una foto e il ricordo di cui è custode, diventano presenza nel quotidiano.

Jacopo Masci

Jacopo, nato a Roma nel più vicino 1987. Anche lui non ama definirsi poeta ma, dal momento che imprime su carta i suoi  pensieri/riflessioni, lo è. “Statece”! A maggior ragione con una mostra di FotoPoesie. Tornando al nostro, con un libro fresco di stampa (Nandryv), Jacopo si avvicina alla scrittura “privata” già qualcosa come 7/8 anni fa, ma è solo da qualche anno che le idee prendono forma e i pensieri si allineano in versi. Vinto il timore di mettersi a nudo, perché sì scrivere poesie è come spogliarsi davanti a un pubblico, in quattro e quattr’otto ecco prender vita una pagina Facebook (JackMasciWorks), due libro e varie mostre. Nel suo gotha personale di ispirazioni illustri possiamo trovare Bukowski, Baudelaire, Blake e Ginsberg, capitanate parimenti da Jim Morrison (sì, è un poeta) e Jack Kerouac. Jacopo, più che poeta, con le sue opere si sente foriero di un messaggio. È profondamente convinto che ognuno nel suo piccolo è un poeta, o artista in generale, lui ne è l’esempio, e sarebbe un atto egoistico lasciare la propria arte in fondo a un cassetto polveroso, sia reale che metaforico. Se tutti ci mettessimo a nudo e ci mostrassimo come siamo veramente, senza artefatti, probabilmente vivremmo in un mondo migliore.

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